Oltre lo scatto: La mia visione tra Estetica Giapponese e Romanticismo

Di Roberto Roberti

Introduzione: La Fotografia tra Arte e Meccanica

Il mio percorso fotografico è profondamente legato al mio amore per la pittura e le arti grafiche. Ancora oggi, in molti circoli fotografici, persiste un senso di inferiorità rispetto ad arti come il cinema o la letteratura. Spesso ci si perde nella diatriba sulla riproducibilità dello scatto rispetto all’unicità della tela, dimenticando che l’arte non risiede nel mezzo, ma nella visione.

La Lezione del Pittorialismo

Il primo tentativo di superare questo limite avvenne con il pittorialismo a fine ‘800 (Gustave Le Gray, Alfred Stieglitz), che utilizzava tecniche artigianali per liberare la fotografia dall’accusa di essere un mero processo industriale. A mio avviso, se molti fotografi faticano a trovare una voce, è perché manca:

  1. Una visione d’insieme: Le arti si influenzano costantemente.
  2. Una poetica consapevole: Uno stile è ben diverso dal copiare il filtro di moda.

La Mia Ricerca: Tra Estetica Giapponese e Romanticismo

Nella mia fotografia di paesaggio in bianco e nero, non cerco la documentazione geografica, ma una risonanza interiore attraverso due pilastri:

1. Lo Yūgen e lo Spazio Negativo

Il concetto giapponese di Yūgen indica ciò che è misterioso, “leggermente scuro”. In fotografia, questo si traduce nell’uso dello spazio negativo. Non è vuoto, ma un elemento attivo che permette alla mente di chi guarda di completare l’immagine. Una nebbia fitta non è mancanza di informazione, ma un invito all’immaginazione.

2. Il Sublime e la Natura Trascendente

Mi ispiro al Sublime romantico (Edmund Burke): la sensazione di “orrore dilettevole” davanti alla maestosità della natura. Questo concetto si sposa con lo Scintoismo giapponese, dove il paesaggio è sacro. La fotografia diventa quindi un esercizio spirituale per connettersi a qualcosa di più grande.

Approfondimento Tecnico: L’Arte della Stampa e della Visione

La Magia della Stampa al Platino-Palladio

Per chiudere il cerchio creativo, ricorro alle antiche tecniche. La stampa al Platino-Palladio su carta giapponese Washi non è una semplice riproduzione:

  • Materia: L’immagine entra nelle fibre della carta, non ci appoggia sopra.
  • Resa: Offre una gamma tonale e una profondità nelle ombre che il digitale non può emulare, creando un oggetto fisico unico.

Metodologie Compositive

  • Minimalismo Sumi-E: Esaltazione del soggetto attraverso la semplicità.
  • Wabi-Sabi: Concentrarsi sulla texture di un tronco o di una roccia per evidenziare la “bellezza dell’impermanenza”.
  • Spirale Aurea: Un espediente pittorico per dare armonia ancestrale alle vette montuose.
  • Infrared: Per conferire drammaticità ai cieli ed esaltare simbolicamente la forza vitale delle piante.

Conclusioni

La fotografia paesaggistica è un punto di incontro tra Oriente e Occidente. Spero che questo articolo sia uno stimolo per guardare oltre il mirino, cercando non “il bel posto”, ma il “sentimento del luogo”. Solo liberando la poesia che abbiamo dentro, la nostra fotografia diventerà finalmente un’opera d’arte.

Pubblicato da robertorobertiphotography

Fotografia artistica

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